Breve viaggio luglio 2007

Breve (sia in senso spaziale che temporale) viaggio di fine luglio.

Partecipanti
Il sommo narratore (io)
Mamma
Papà (urlatore della foresta)
Lop (Ronzio notturno 1)
Pixel (tappo del bagno nonché sorella)
Giulia (Ronzio notturno 2 nonché cugina)
Zio Gianni
Zia Lucia.

Premesso che la sera prima non sapevo con che macchina saremmo andati, e non sapevo a che ora saremmo partiti, e non sapevo nemmeno la tabellina del 2.
Ho letto fino all'una e mezza di notte, e la mattina dopo vengo svegliato verso le 7, scopro che dobbiamo partire alle 7.30, che andiamo con la mia macchina e che devo guidare io... Tutto ciò avrebbe dovuto riempirmi di gioia, ma non lo fece.
Mentre eravamo per strada papà ha pulito il vetro dall'interno, cercando una monetina da dargli ho pescato 2 euro dal posacenere. Troppi. Maledetto me, sono troppi!
Avevamo appuntamento con lo zio in un ristorante chiuso e con l'ingresso al parcheggio murato. Ci siamo accorti troppo che quella catapecchia abbandonata fosse il luogo dell'incontro e ci siamo incontrati in un altro posto (siano benedetti i telefonini, che in ogni altra occasione della vita maledico).

Qui ci starebbe bene un'animazione che mostra la piantina della Sicilia e la strada percorsa. Purtroppo non la so fare, però siamo arrivati fino a Noto.
Dopo esserci fermati in qualche posto per dormire, scartandoli, abbiamo trovato la nostra meta definitiva. Entriamo nelle stanze e scopro che nella mia c'è un letto matrimoniale ed un letto a castello.
Siccome le 2 ragazze sono più avvezze a dormire assieme, e Lop è più alto di me, io mi sistemo nel letto di sotto del letto a castello.

Andiamo a piedi a mare, che è vicinissimo, e facciamo le solite cose che si fanno a mare (guarda il culo di quella! Aaah l'acqua è fredda! Non mi schizzare negli occhi che mi bruciano! Schizzami la bistecca che mi piace quando è bruciata!), poi torniamo dentro, ci laviamo (io in camera di mia mamma che quei 3 sono dei tappi del bagno) e mangiamo panini.
Pomeriggio mi metto nel lettone e faccio la guerra territoriale con Giulia. Giochiamo a carte (non ho vinto io) e scendiamo di nuovo a mare.

La sera usciamo, percorriamo il lungomare e raggiungiamo un gruppuetto di bancarelle, un po' scarno a dire il vero. Mi annoio a morte e quando gli altri 3 giovani decidono che sono annoiati, ci mettiamo in cerca di panchina per sederci. Così iniziamo a percorrere il lungomare in senso opposto, ma tutte le panchine sono occupate; poi ne vedo una libera e mi metto a correre per occuparla, ma vengo battuto da un'altro che era molto più vicino a me.
Camminiamo ancora per un pezzetto, e la cosa era noiosa perché Pixel aveva i tacchi e camminava piano come la nonna. Troviamo un'altra panchina e ci sediamo. Poi torniamo in albergo, lo zio ci offre il gelato, e io che ero morto di sonno vado a dormire con Lop, mentre Pix e Giulia uscivano di nuovo.
Il letto tremava ad ogni movimento che faceva l'occupante del piano di sopra, ma almeno il condizionatore rinfrescava il piccolo ambiente. Quando sono tornate quelle 2, Pix ha spento il condizionatore, così la mattina dopo mi sono svegliato in un bagno di sudore. Mi metto nel lettone a vestirmi perché nel mio stando seduto sbattevo il capoccione.
Andiamo a mare, scopro che ci sono dei pesci che nuotano nel fondale, Giulia mi dice che i pesci a volte mordono, così inizio a dimenarmi e a farmi prendere in braccio per essere salvato dai pesci.
Poi zio Gianni entra in acqua e mi mette vicino la faccia uno schifoso granchio morto. Salgo e vado a lavarmi. Da considerare che tutti e 8 dovevamo lavarci in un'ora con una sola doccia, perché avevamo liberato le stanze e ci avevano permesso di usarne una sola per lavarci.
Dopo 35 minuti di quest'ora, Pixel e Giulia non avevano ancora finito di lavarsi.

Ho avuto una discussione via telefono con Ornix, riguardo al fatto che le racconto poche cose. Così le ho raccontato la vicenda dei pesci e del granchio morto. Per tutta risposta lei mi ha detto che devo raccontare cose vere.

Poi siamo andati a Noto città, per vedere la cattedrale appena aperta. Ho chiesto a papà di guidare e lui ha guidato mettendo le marce assolutamente a caso (non è tanto familiare con la mia macchina).
La cattedrale.... Una chiesa di quell'epoca non avrebbe mai avuto un pavimento bianco e uniforme, e un tetto bianco e uniforme, e le pareti bianche e uniformi. Era più un ospedale...
Alcuni gradini della scalinata sono stati sostituiti, altri sono rimasti sbrecciati e pericolosi come erano prima. Come mai queste differenze?
Nella navata sinistra, ad un altare minore, è stato mantenuto parte del pavimento originario, e in parte è pavimento nuovo; quello originario è opaco, quello nuovo è lucido. Non si integrano per niente.
Dopo tutti sti anni di restauri mi aspettavo di più.

Dopo siamo andati al minuscolo teatro dell'opera.
Con gli altri 3 giovani siamo scesi dove suona l'orchestra. C'era una porta, l'abbiamo aperta e siamo finiti in una stanza piena di scagazzate di uccelli.
Abbiamo avvistato una scala in ferro molto stretta e siamo saliti. Mentre compivamo l'ascesa abbiamo sentito un rumore e ci siamo fermati, guardandoci impauriti. Era un piccione (o colomba, boh) che vive all'interno del teatro.
Sopra c'erano i camerini dei cantanti e l'accesso al palco. I camerini erano dei buchi più piccoli dei bagni per il pubblico e dotati di lavandino. Il palco era tutto buio perché il sipario era calato.

Infine siamo usciti e non abbiamo più trovato i nostri genitori. Ci siamo messi a cercarli nei palchi e non li abbiamo trovati. Allora prima di intraprendere ulteriori ricerche siamo passati dal bagno.
Mentre aspettavo Lop, per puro caso mi è venuto in mente di prendere il telefono in mano (io non tengo vibrazioni o suonerie, che mi danno fastidio) e ho notato che papà mi stava chiamando.
Erano fuori, preoccupati per la nostra improvvisa scomparsa.