Ero con la mia zita (quella vera) seduto su un muretto del CUS (Centro universitario sportivo).
Ad un certo punto osserviamo un bambino in maglietta e pantaloncini rossi che si avvicina a noi e si mette a giocare poco distante.
Io mi chiedevo se avesse il pannolino e Ornix sosteneva di no. Ma non ha importanza, tanto eravamo all'aria aperta.
Alla fine questo bambino ci si è avvicinato e ci ha chiesto cosa stessimo facendo.
"Guardavamo te" ho risposto io.
Gli abbiamo chiesto come si chiamasse e ci ha risposto: "Io sono il fratello di William. Voi lo conoscete William?".
Ci ha detto che ha cinque anni, che si chiama Andrea, che suo fratello William ha quattro anni, e che loro due sono nati lo stesso giorno e sono uguali perché sua mamma ha preso una medicina per avere due figli uguali.
Ci ha raccontato che faceva pallacanestro (nella palestra poco distante) e che l'allenatore aveva mandato solo lui a fare un gioco. Doveva cercare due piume per poter volare e saltare da una scala.
Ha poggiato la pancia sul muretto dove eravamo seduti e cercava di scendere dall'altro lato (cosa probabilmente non mortale, ma di certo dolorosa

).
Lo abbiamo fatto desistere e mi ha chiesto se per caso non avessi qualche strumento per arrampicarsi, tipo un paio di scarpe speciali.
Gli abbiamo detto se per caso non sarebbe stato meglio tornare in palestra dall'allenatore e ha detto che gli voleva fare uno scherzo perché la volta precedente aveva sorriso.
Poi ha detto "Però penso che questa volta non sorriderà."
Ornix: "Non sorriderà perché ogni gioco è bello quando dura poco."
Andrea: "Si ma tanto lui ha due ottimi cercatori che mi troveranno lo stesso."
Poi mi ha fatto vedere una sua mossa di arti marziali dandomi una botta in testa che mi ha colto completamente di sorpresa. Mi ha dato dei pugni sul petto e mi ha chiesto che mosse sapessi fare.
Io mi sono messo ad allargare e stringere il naso, e gli ho detto che era una mossa speciale per distrarre l'avversario; nel frattempo gli ho schioccato le dita vicino l'orecchio.
È rimasto affascinato da questa cosa e mi ha chiesto di rifarla, però gli ho detto che può essere effettuata solo una volta.
A quel punto ci ha detto che aveva otto anni (ha fatto il segno con le dita ma non l'ha detto, quindi suppongo non sapesse quante fossero quelle dita) e che non era vero che giocava a pallacanestro ma a calcio.
È andato a giocare a pallacanestro (non nella palestra da dove veniva, ma in un campo dove giocavano due bambini alti il doppio di lui), non lo hanno fatto giocare e lui ha iniziato a picchiarli.
Io e Ornix abbiamo pensato che da li a poco avremmo pure dovuto dividerli, ma i due bambini lo hanno ignorato.
Andrea si è nascosto alla nostra vista passando per un sentiero fiancheggiato da siepi, poi è tornato da noi e ci ha chiesto se avessimo visto la sua
mossa delle cinque ombre.
Io: "E che cosa è?"
Andrea: "È una mossa che mi permette di fare cinque ombre che vanno per tutto il paese."
Io: "Ma non sono piccole queste ombre?"
Andrea: "Sono grandi quanto me!"
Io: "E cosa fanno queste ombre?"
Andrea: "Si avvicinano agli uomini e li fanno diventare animali primitivi."
A quel punto con Ornix abbiamo deciso di accompagnarlo all'ovile (era con noi da circa 15 minuti), ci siamo alzati e Ornix lo ha preso per mano.
Lui vedendo me ha chiesto se fossi morto in un incidente.
Facciamo tre passi verso la palestra, lui si ferma, dice che noi siamo degli sconosciuti e lui non deve andare con gli sconosciuti; e corre via.
Con Ornix ci siamo ugualmente avvicinati alla palestra per dire a qualcuno di andare a cercare sto bambino, lui ci ha seguito, l'allenatore lo ha
finalmente visto e gli ha detto: "Non devi andare fuori che prendi freddo."
Lo devo dire. Quel tale allenatore è un
coglione.